E finalmente la crisi.
Congelata da mesi oserei dire, mentre la voce sconosciuta mi consolava con parole stupende che per me invece erano solo pietre che cadevano ancora.
Perchè io so che cosa significano quelle parole.
E tutte le volte sono terrorizzata. Tutte le volte che aspetto la mareggiata sapendo solo che sarà più potente della volta prima. E chissà se questa volta si sopravvive. Se la mente se ne va.
Si guarda l'abisso.
E l'abisso beffardo guarda noi.
Finchè non ci si lascia cadere, la spinta che sale da dentro e non ci si può opporre.
Finora ho incontrato la pietra successiva e ho sempre sperato d'essere giunta al punto in cui potermi fermare.
Pietre che si riducono e assottigliano ogni volta un po' di più.
E ogni volta è sempre più difficile.
E sono sempre più sola.
Ho paura.
E tutte le cavolate, tutti i racconti mistici sulle scuole, gli allievi e i fratelli dall'esoterico grado, che si rivelano per le tante cazzate sparate al vento come in realtà sono.
Si va da soli.
E non c'è nessuno che regga la scala per noi.