I sogni.
Ho lottato per non sognare più. Sogni che corrompevano il reale, che si insinuavano nella vita, che se ne appropriavano ossessionandomi. Una macchina da guerra. Non mi sfuggiva nulla. Talvolta con decine d'anni d'anticipo.
Alla fine ero sgomenta e preda dei fantasmi che io stessa mi ero creata. I sogni, che son tele di ragno, non mi lasciavan mai. Mai. E come tutti ho dovuto indossare la patetica figura di Cassandra. Ho quindi corso per le strade di Troia, lacerato i vestiti, straziate le mani e le ginocchia, come una folle sono corsa al tempio cercando chi ascoltasse e invece. Invece, come tutti gli altri prima e dopo di me, sono stata trattata come la tipa un po' svitata. Mentre ovviamente sulla spiaggia celebravano il cavallo d'oro.
E non è servito nulla. Nè il ragionamento impeccabilmente logico e nemmeno la grande interpretazione drammatica. Nulla. Zero. Un'ameba. Inesistente.
Poi i sogni implacabilmente si avveravano. E io muta a raccoglier cocci. E troppo impietosita per dire "te l'avevo detto". Stoica ho quindi sempre disciplinatamente ricostruito e poi fiduciosa guardato avanti ancora. Fino alla volta dopo. E la volta dopo è successa la stessa identica cosa. Nessuno ricordava. O, se ricordava, ricordava quello che voleva e anche se ci provavo, anche se nuovamente spiegavo, niente. Nuovamente un'ameba. Il nulla. Lo Zero.
Che beffa.
Crudele, perversa e luceferina. La firma in calce.
Apollo se l'è risa finchè ha potuto, negargliela la grande colpa, l'infamia la terribile punizione. Gente non datele credito, questo è lo Yin. Non vedete quant'è ridicola?
Bravi.
Intelligenti e svegli soprattutto.
Poi ti rendi conto che non ce la fai più. Donna finita per cui è impossibile tornare indietro, ancora caparbiamente ancorata a un sogno. Uno solo. Ad occhi aperti quando ero bambina.
E' andato avanti anni. Anni lo stesso identico pensiero. Tutte le mattine. Tutte. Nessuna esclusa. Per quasi 14 anni.
Poi hai 14 anni e ti dici che sei scema.
Come fai a pensare una cosa così assurda? ma dai, ma per favore, nemmeno nei film porno.
Sei quindi una ex girl che sembra girl, i conti non tornano lo stesso e dei sogni ne hai veramente le scatole piene. A dire il vero non ne puoi proprio più, sei satura e pensi che non sia giusto. Vuoi essere come gli altri. Senza vedere. E sapere più. Hai già visto abbastanza.
E inizia la guerra. Notti di battaglia. E puf. Il meccanismo finalmente si spegne.
Poi dopo mesi e mesi, quasi anni, una mattina arriva un sogno. No, non un sogno, UN SOGNO. Uno di quelli che lo sai che è UN SOGNO e che quindi è inutile che te la meni più di tanto. E' UN SOGNO.
E nel sogno il drago si staglia. Nel sogno il drago è nero ed è il drago di Blake. Lo stesso drago nero e potente che con le sue ali avvolge il mio mondo nell'oscurità. Tutto quel nero e io così bianca. Caldo, soffice, profondo, avvolgente e languido nero. Alzo lo sguardo incuriosita. Perchè io dovrei avere paura di quel drago e invece, mentre vedo un uomo nero stagliarsi fra le ali, io sono felice di essere lì. Così felice. E così a mio agio. Fino a farmi penetrare in un colpo vigoroso.
E mi sveglio.
E sono strana.
Inquieta.
Penso solo alla massa di capelli neri e lunghi che vedo da mesi. L'immagine stagliata di quei capelli intensi senza un volto e un nome, e mi dico che continuo a sognare. Che la devo smettere. Che sono una ex girl e che è tempo di finirla con tutte queste storie. Basta.
Ed è una cosa talmente impossibile che non puoi pensare a quel drago. L'unico drago nero che hai incontrato in tutta la tua vita e su cui non solo hai messo una pietra sopra. Hai proprio cambiato paese.
E poi, dopo aver bevuto finalmente il caffè, trovi un messaggio.
E la sua voce.
E ricomincia. Come non fosse mai smesso. E con la stessa identica fame. Anni bruciati in poche ore, come fossimo due naufraghi strettamente abbracciati in un mondo in cui siamo solo noi. Lasciando il resto coperto da un manto nero. Solo noi.
Il drago oggi mi ha chiesto di passare una settimana con lui.
Ho accettato.
E anche se sono un po' triste, sono anche davvero tanto felice.
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