Sono una ex-ragazza immateriale sì, ma anche incasinata.
E sì va tutto bene, sono serena, allegra, il lavoro gira alla grande e non mi mancherebbe proprio nulla per dire che sì va proprio tutto bene. Invece non è così.
Forse non dovrei pensare che mi dispiace, che non capita tutti i giorni di innamorarsi a prima vista, di scoprire pure che è un legame trasversale al tempo e che sì alla fine era solo bello, selvaggio e tenero stare insieme.
Abbiamo superato tanti ostacoli eppure non è mai riuscito a dirmi che mi amava, nemmeno quando gli scoppiava il cuore.
E così, io che ne ascoltavo il battito disordinato, ero nuovamente preda dell'emozione di un sogno, una percezione sensibile e raffinata delle possibili possibilità, mentre la vita reale se ne andava ancora allegramente affanculo.
Che brutto vizio.
Ed è solo colpa mia lo ammetto.
Mi innamoro della sfida, dell'ignoto, dello sconosciuto e infine sempre e solo dell'Assoluto. Unico signore e padrone della mia vita.
E tiranno sovrano.
Non lascia scampo.
Non lascia vie.
Non lascia indulgenze dietro sè.
E così mi ritrovo a pensare al drago nero del sogno, alle voci che arrivavano e sempre più vicine minacciavano di irrompere per distruggere ancora. E io che restavo affascinata. E sicura. Prima che le ali calassero e mi avvolgessero in tutto quel nero profondo portandomi via.
Lo so.
Adesso ho paura.
Adesso che si fa sul serio.
E che la decisione deve essere presa.
Io che mi annoio.
Io che amo le sfide.
Io che combatto fra dominio e sottomissione.
Io.
Cosa voglio davvero io ora?
Fantastico.
Non lo so.
E ho paura di conoscere la risposta.
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