Squinternata, stanca, confusa e diffidente.
Detto così sembra un panorama orribile, ma non è vero. In realtà sono tranquilla e serena come sempre, la vita prosegue come deve e faccio ciò che devo fare, ma dentro la battaglia non ha requie da mesi.
I sogni.
E alla fine ti rivolgi a un medico dei sogni per capire.
Perchè qualcosa non quadra e alcune persone ti hanno ventilato ipotesi che non ti piacciono affatto. Ma che non puoi ignorare. E lo sai.
Così ci si prende del tempo, si trova il medico giusto, si racconta la vera verità (quella che non si è mai trovato il coraggio di dire ad alta voce) e la si sputa fuori. Con tutte le remore del caso.
E il medico dei sogni ti dice che accetta la tua tesi in toto e che si può indagare.
E indaghiamo.
Ma il laboratorio dell'esperimento sono io.
Un casino.
La ratio che si è data delle scadenze, si è sfrantegata le palle, vuole delle risposte, ma in compenso è terrorizzata e quindi l'idea di dover accettare che proprio quelle risposte siano vere mi manda fuori di testa.
La non ratio che invece è totalmente indifferente e potrebbe anche raccontarti tutto se davvero lo volessi, ma io non voglio e lei lo sa. Quindi non me lo dice. Anche perchè si rende conto che se lo facesse la mia reazione sarebbe oltre ciò che sono ancora disposta a sopportare.
Quindi ho bisogno di tempo.
Per digerire, abituarmi all'idea e poi forse avere la verifica finale.
Sì o no.
On or Off.
A quel punto spero di essere in grado di ricompattare tutto.
E finalmente lenire le ferite.
Quelle più antiche.
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