Perchè questo è un mondo crudele per quelli come me.
Per gli entusiasti.
Che sorridono sempre e trovano sempre qualcosa di bello in tutto e negli altri.
Altri che invece non trovano belli sè stessi e non possono tollerare che altri non ci facciano caso. Nè per sè, nè per loro.
E così la voglia di comunicare, l'apertura, la semplicità e l'ovvietà diventano malcostume, piaggeria, arrivismo e chissà ché.
La tua vicina per esempio non ti sopporta. E non tanto perchè tu gli sia antipatica, questo no non lo senti provenire da lei, ma perchè il tuo giardino e le tue finestre sono piene di fiori, perchè hai comprato una serra da 20 euro color lilla invece che grigia, ed è molto carina, così come il tuo frigorifero rosa o la libreria che sta così bene nella casa dalle tante finestre.
Attraverso cui vede.
E invidia.
Il mio ragazzo è sempre fuori di testa, ma è anche sempre qui e mi guarda. Lo so che cosa pensa.
E io non posso farci nulla.
Non posso nemmeno fare nulla per il sentimento che provo per lui. Mi rende però molto triste non poterlo esprimere davvero.
Come tutto il resto.
Perchè se ridendo e urlando mi sono gettata nel mondo come fosse schiuma effervescente con cui giocare, per gli altri non è così.
Loro il gioco non lo vedono. Vedono solo il proprio piccolo mondo, le proprie mancanze, le proprie diversità che non collimano con il sentimento comune e di cui si vergognano per primi come fosse una maledizione. E non si rendono conto.
Che sono grigi.
Che sono prigionieri.
Che non amano e non si amano davvero.
Non si rendono conto che la loro cosiddetta diversità (?) è così uguale a quella di tutti gli altri, che alla fine... alla fine è ovvio che per quanto riguarda me parlo solo con un libro.
Non c'è da stupirsi poi se lo conosco a memoria e nemmeno che gli operatori di settore, che riescono persino a camparci sopra, mi odino. Come se io pensassi di guadagnarci. Ma temono. E forse fanno bene. Dicono troppe cazzate.
Per non parlare degli altri, quelli che dovrebbero fare ricerca con me, quelli che dovrebbero condividere e a cui non ho mai negato nulla per arrivare ai risultati. Hanno preso a mani basse, hanno persino pubblicato articoli a 4 mani in cui utilizzavano il mio materiale, c'è persino chi mi ha telefonato per sapere cosa scrivere e poi firmare con il mio ex. Come fossi scema. Come se non avessi saputo e come se poi me ne fosse mai fregato un cazzo veramente.
Perchè tanto l'acqua scorre e se c'è un cadavere che sta per passare mi sposto di sicuro.
Mi sposterò anche martedì.
E no. Non te la dò.
E perciò chissenefrega! non mi rifaccio la vista con un morto e nemmeno posso cambiare il male che è stato fatto. Niente è stato preso, perchè nulla può procedere senza me, quindi a che serve? a che cosa sarebbe servito prima? non l'ho fatto allora che ero furiosa, avrebbe un benchè minimo senso farlo adesso?
Ancora lì.
Loro.
E poi se qualcosa ho deciso, c'è solo che la testa china sui libri per ore, mesi e anni, è solo la mia.
Non quella degli altri.
E mi dispiace di essere un pozzo senza fondo, di avere 10.000 risposte a un solo quesito, di aver cavalcato talmente a lungo fra i miei neuroni da possedere una prateria infinita in cui scorrazzare. In cui tutto, ma proprio tutto, è collegato uno all'altro e non c'è differenza. La regola che li guida è sempre la stessa. Ed è una sola.
Quella stessa regola che quel giorno mi ha fatto superare gli altri, tutti gli altri, e come il girino Gennaro buttarmi per amore.
So che non smetterò d'amare ed essere entusiasta, è la mia natura, ma so anche che sono triste.
Mi sento così sola.
In mezzo a così tanta gente.
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