Nella mia vita ho sempre desiderato arrivare ad un punto in cui la mia emotività sarebbe stata limitatissima.
Questo punto mi avrebbe permesso di prendere decisioni razionali senza troppi strascichi drammatici come la sofferenza, il rimpianto, la malinconia.
Nella vita ho sempre pensato che quando il mio occhio sarebbe rimasto asciutto avrei finalmente vinto la grande causa.
L'occhio non rimane davvero asciutto.
Si soffre comunque.
E' un dolore diverso però.
Un male che si incontra solo dentro e che non ha soluzione.
Una volta pianto per questo l'evoluzione è breve.
Nessuno strascico, nessuna sofferenza, poca malinconia e nessun rimpianto.
Si giunge a un punto in cui, dopo aver superato montagne, quel piccolo sasso non può andare giù.
Quel piccolo sasso è più grande di qualunque montagna.
Perchè quel piccolo sasso è il simbolo del grande mutamento sincronico.
E che così sia.

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