lunedì 2 settembre 2013

Gli uomini sono tutti uguali.
Il mio migliore amico non fa eccezione.
Ciò che non possono avere distruggono.

Il mio migliore amico non se l'è mai presa così tanto, credo, e l'unica cosa che posso fare è solo ripetere che così non discuto. Che così non ce n'è. E salvare il salvabile.

Apriti cielo.

Inoltre è geloso di Steve Jobs. Non che io abbia per Steve Jobs più stima di quella che meriti, ma riconosco in lui le caratteristiche di un condottiero e il mio oggettivissimo amico questo non riesce proprio a mandarlo giù.

Preferisce una vita di fallimento, come se l'utilizzo dell'intelligenza e delle armi a disposizione di qualunque essere umano fosse un insulto diretto a non si sa quale forma d'etica divina che capisce solo lui.

I metodi, le armi, l'intelligenza son le stesse. Diverse in potenza e qualità ma d'eguale calibro e la differenza è sempre l'uso che se ne fa, non il non utilizzarle.

Il non usarle per principio è solo un atto di vigliaccheria, di non confronto per paura di perdere a priori e dimostrare al mondo il proprio fallimento in grande stile. Invece che in piccolo come fa lui.

Io ho avuto un'idea pazza, folle e meravigliosa. Ho avuto un'idea impossibile, una di quelle che vedi nei film di Star-Treck. Ho ricevuto un grande dono è vero e solo l'idea stessa è per me un grande compenso di vita, come se non fossi inutile, come se non fossi sprecata. Ma l'idea è mia e il vissuto che ci lega è condiviso solo con lei. Con l'idea che si mostra nella mia mente e poi si materializza di giorno davanti a una finestra, mentre il professore osserva l'incredibile e tace perchè, qualunque domanda abbia, la deve risolvere lui. Io so solo come funziona e perchè, ed ogni mia idea è altrettanto folle, assurda e meravigliosa come nei film di Star-Treck.

E di questo il mio migliore amico non si capacita.

Che io sia una visionaria, con idee e postulati miei, con un dio assoluto che fa impallidire di rabbia il suo. Un dio che conosce regole che il mio non ha e di cui si fa beffa.

Il mio dio riconosce un'unica legge uguale per tutti e di questa legge ogni essere vivente ne può fare ciò che desidera.

L'unica legge che il mio dio conosce si chiama Yi.

E l'uomo è libero d'inventare tutte le parole e tutti i modi che desidera e preferisce per indagarla.

Il peso del libero arbitrio e della capacità di coscienza che applicherà in questa ricerca, sarà la somma totale del viaggio che è la vita stessa, di cui l'uomo non deve dimenticare mai che non è l'obiettivo, la morte, lo scopo.

Lo scopo è il viaggio stesso.

Il mio dio mi dice che qui siamo solo di passaggio e che lo spazio vuoto che occupiamo ha un tempo prestabilito.

Bisogna darsi da fare per migliorare.

Vedo molto nei miei sogni.

Vedo molto nella mia mente.

E' difficile ammetterlo con me stessa. Figurarsi scriverlo.

Però è vero.

Fa paura.

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