Gli amici esistono. Sono quelli che ti guardano e sanno farti vedere ciò che tu non riconosci, quelli che ti frequentano da così tanto tempo che sanno distinguere quando la luce c'è o non c'è. Quelli che amano quando la luce c'è. E non vogliono vederla spenta.
Questi amici hanno il coraggio di dirti verità scomode, ma sanno farti ragionare.
E così lo guardo il mio uomo.
Ci infuriamo, lo mollo, lo chiudo fuori, sbarro porte e finestre, poi mi giro e lui è dietro le mie spalle che mi guarda. Dritto impalato nel fortino. Sto cavolo di fortino che è un colabrodo da cui entra ed esce come gli pare.
Con i suoi occhi liquidi e neri e la pelle che sa di luna.
Sarà che dio ci fa e poi ci accoppia come particelle nello spazio, sarà che la luce è accesa come dice Giovanna.
Sarà perchè la sua mano è corsa alla mia testa per essere sicuro e non la voleva lasciare.
Sarà che alla fine i suoi muscoli si allungano contro di me e io dormo così felice che sembro un gattino nella culla.
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